Benoist Mallet Di Bento

Pietro Zennaro — Il colore della contemporaneità Cromie delle nuove urgenze : guerra, ambiente, politica e intelligenza artificiale

Pietro Zennaro

Per proseguire questa serie di contributi su invitato (contributions invitées), ho desiderato dare la parola a Pietro Zennaro, architetto, artista, filosofo e accademico italiano, con il quale condivido da tempo un rapporto di amicizia.

Il suo percorso si colloca all’incrocio tra diverse discipline e invita a osservare in modo diverso ciò che talvolta sembra appartenere all’evidenza.

Nelle società africane esistono, esempi che permettono di comprendere quanto il colore possa essere molto più di un semplice elemento decorativo.

Ben prima dell’arrivo degli Europei, il « Kalara elod zen (passaporto) » era una piccola maschera, in legno o in terracotta, utilizzata da alcuni popoli degli attuali Camerun, Gabon e Congo-Brazzaville durante i loro spostamenti. Accompagnava il viaggiatore e poteva fornire indicazioni sulla sua posizione sociale, sul suo villaggio o ancora sulla sua appartenenza tribale. Costituiva così al tempo stesso un segno di identità e un oggetto legato al passaggio da un territorio all’altro. Le forme, i motivi e i colori partecipavano a questa lettura: i colori erano considerati una vera e propria forma di scrittura, il cui significato e la cui interpretazione variavano in funzione della loro disposizione e delle diverse forme delle maschere.

Questo modo di considerare il colore come un linguaggio da leggere, e non soltanto come qualcosa da guardare, entra in modo singolare in risonanza con la riflessione proposta da Pietro Zennaro.

In questo contributo originale, scritto durante l’estate e proposto per questa pubblicazione, egli sceglie di partire da ciò che ci accompagna quotidianamente senza che vi prestiamo particolare attenzione : il colore.

Ma qui il colore non è né un semplice fenomeno percettivo, né una questione estetica. Diventa un modo per interrogare la nostra contemporaneità e le trasformazioni che la attraversano.

Dalla guerra alla crisi ambientale, dalla rappresentanza politica all’intelligenza artificiale, Pietro Zennaro esplora gli usi, i simboli e le funzioni del colore. Esso può nascondere o rivelare, allertare o rassicurare, distinguere, classificare, mobilitare, sorvegliare. Può inoltre diventare un dato, un codice o una costruzione algoritmica.

Attraverso riferimenti che vanno da Marguerite Yourcenar ad Aristotele e Goethe, da Wittgenstein a Kandinsky, da Pastoureau a Rancière, e dalla fotografia ai sistemi contemporanei di intelligenza artificiale, questa riflessione ci conduce a interrogarci su ciò che crediamo di vedere e su ciò che le immagini, i codici e i dispositivi del nostro tempo ci permettono realmente di percepire.

Il colore della contemporaneità è dunque meno una storia del colore ma invito a guardare la nostra epoca in modo diverso.

Ringrazio Pietro Zennaro per aver accettato di proseguire questa serie di contributi con questo testo inedito e per offrirci, attraverso il suo sguardo, un altro modo di pensare alle urgenze del nostro tempo.

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